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« Io sono me stessa. Questo corpo costituisce il mio essere, la forma che definisce il mio essere. Il mio io visibile, che però non percepisco come il mio io. Strana impressione. Sento come il mio corpo disciogliersi. Non riesco a distinguere me stessa. La mia forma va dissolvendosi. Avverto presenze esterne al mio io. C'è qualcuno là fuori, al di là della soglia? »
(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 14)

Rei Ayanami( 綾波 レイ, Ayanami Rei) è un personaggio immaginario, tra i protagonisti dell'anime del 1995 Neon Genesis Evangelion, sceneggiato e diretto da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio è apparso anche in altre opere derivate dall'anime, quali diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. È doppiato nella versione originale da Megumi Hayashibara[1][2], e in quella italiana da Valentina Mari[3].

Personaggio di grande popolarità presso il pubblico e tra gli appassionati di anime[4][5], ha ricevuto vari riconoscimenti e vinto numerosi sondaggi di popolarità. Le è riconosciuta inoltre una notevole influenza nel mondo del fumetto e dell'animazione, favorendo lo sviluppo di una serie di canoni moe che sono stati ripresi da numerosi altri personaggi successivi[6].

Creazione e sviluppo Modifica

Ayanami

Una foto del cacciatorpediniere Ayanami, che ha dato nome al personaggio.

Per il nome del personaggio, il regista della serie animata Hideaki Anno si ispirò a Rei Hino di Sailor Moon, allo scopo di attirare nello staff di Evangelion Kunihiko Ikuhara, direttore dell'omonimo anime; tentativo che tuttavia non ebbe successo[7]. Il suo cognome, invece, proviene — come per molti altri personaggi della serie — dal nome di una nave della Marina Imperiale Giapponese, in questo caso l'Ayanami (綾波, lett. "Onda a forma di spiga")[8]. Inoltre, la parola Rei (零), scritta in kanji, in giapponese può significare "zero"[7][9].

Le direttive che il regista diede al character designer Yoshiyuki Sadamoto nel creare l'aspetto di Rei, furono di rappresentarla «come una ragazza amaramente infelice» e «di scarsa presenza»[10]. Nel disegnarla Sadamoto prese come modello Ukina, un personaggio della sua precedente opera Kotō no oni, e trasse ispirazione da una canzone della band giapponese Kinniku Shōjo Tai, Doko e demo ikeru kitte (何処へでも行ける切手, lett. "I francobolli possono andare ovunque"), la quale nel testo cita una ragazza costantemente fasciata da bende bianche, caratteristica ripresa per il suo design[11][12]. Anno richiese un personaggio «cool con i capelli corti», e originariamente Rei fu pensata bruna con gli occhi scuri; tuttavia vi era la necessità di distinguerla a prima vista dall'altra protagonista Asuka Sōryū Langley anche in inquadrature da lontano, perciò Sadamoto la ripensò con i colori degli occhi e dei capelli invertiti rispetto a quest'ultima[13], in modo che fosse l'esatto opposto di Asuka[14]. Anno stesso suggerì di farle gli occhi rossi, caratteristica che permise di conferire a Rei una maggiore personalità[11]. Inoltre, la peculiarità dei suoi capelli blu ricordava la protagonista di Blue Uru (蒼きウル, Aoki Uru), il sequel del film Le ali di Honneamise affidato ad Anno, ma fallito prima della produzione di Evangelion[15].

Nella creazione del quattordicesimo episodio della serie televisiva, in cui è presente un lungo monologo poetico di Rei, il regista riteneva necessario sviluppare il personaggio, in quanto da tempo aveva dimenticato di «esplorare che tipo di persona fosse Rei»[16]. Inizialmente aveva intenzione di rendere Rei un personaggio affetto da schizofrenia (vedi: riferimenti alla psicologia in Evangelion), ma quando provò a scrivere la sceneggiatura, non riuscì a pensare a niente. Così consultò alcuni suoi amici, i quali gli prestarono un libro sulle malattie mentali nel quale era contenuta una poesia scritta da un pazzo. La poesia colpì particolarmente Anno, che si ispirò ad essa per il monologo di Rei[16].

Riguardo allo sviluppo del personaggio durante la produzione della serie televisiva, Anno ha successivamente dichiarato:

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« 「実は僕、レイって、全然思い入れないんですよ」

「『エヴァ』を作ってる最中でも、ハッと気がついたら、僕、忘れてましたからね。 彼女の存在すら。七話なんて、思い出してレイのシーンを1カット足したぐらいです。全然思い入れがなかったですね。 そこが良かったんだと思います。 八話なんか、出て来ないですかね。一カットも出て来ない」 「最後でレイの「どうしたらいいかわからないの」っていう台詞に、シンジが「笑えばいいと思うよ」って言った時に、 レイが笑顔を見せると。(略)後になって考えたら「しまった!」と。 つまり、そこでシンジとコミュニケーション取っちゃったら、終わりじゃないかと。 その瞬間に僕の中で、レイって終わっちゃったんですよ、一度」

「笑ったところで、もうおしまいじゃん、このキャラクターって」 »

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« La verità è che non ho nessun tipo di legame con Rei. Nel bel mezzo della produzione di Eva, mi resi improvvisamente conto di essermi completamente dimenticato di lei, di essermi dimenticato della sua stessa esistenza. Per esempio, nel settimo episodio, me ne sono ricordato e ho aggiunto una scena con Rei. [...] Penso che fosse giusto, perché nell'episodio 8 lei non appare, vero? Nemmeno in una singola scena. [...] Alla fine [dell'episodio 6] Rei dice: "Non so come dovrei sentirmi", Shinji risponde: "Penso che dovresti sorridere" e Rei sorride... In seguito, quando ci ho ripensato, ho imprecato. In breve, se lei aveva iniziato a manifestare i propri sentimenti a Shinji, allora per lei non era finita? [...] Quando sorrise, come personaggio era già finito. »
(Hideaki Anno[17])

Doppiaggio Modifica

Il personaggio di Rei venne doppiato in giapponese da Megumi Hayashibara nella serie animata originale[18], nei film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion[19][20], e nella tetralogia Rebuild of Evangelion. Nel 1995, alcuni mesi prima che iniziasse la programmazione della serie in Giappone, la Hayashibara si dichiarò «sorpresa» di dovere doppiare una ragazza che non parla molto, aggiungendo che per lei sarebbe stata una «nuova sfida»[21]. Come osservato dalla doppiatrice, negli anime di allora non erano ancora molto presenti personaggi taciturni e freddi, per cui, in assenza di altri riferimenti, cercò di caratterizzarla «come meglio poteva»[22]. Anno la istruì in proposito, richiedendole di leggere le proprie battute nel modo più piatto possibile, nonostante sostenesse che il personaggio «non è che non abbia emozioni, solo che non sa cosa siano»[22]. Con il ruolo di Rei Ayanami, la Hayashibara ottenne numerosi premi e riconoscimenti[23][24], assurgendo a icona della comunità di appassionati di anime[25] e ottenendo grande popolarità come idol[26].

Il doppiaggio italiano del personaggio è stato affidato a Valentina Mari. Secondo Gualtiero Cannarsi, come per altri personaggi di Evangelion, con Rei ci sono state alcune difficoltà per quanto riguarda la selezione della voce e l'interpretazione: ad esempio la Mari dovette incidere il monologo interiore di Rei del quattordicesimo episodio ben 52 volte[27]. In lingua spagnola è doppiata da Joël Mulachs[28], nella versione latinoamericana da Circe Luna[29] e da Gaby Ugarte in un successivo ridoppiaggio[30], in tedesco da Marie Biersted[31], in francese da Stéphanie Lafforgue nella serie originale e nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance[32] e da Françoise Escobar nel film Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone[33], in coreano da Do Yeong Song, in portoghese da Priscilla Concépcion[30], e in inglese da Amanda Winn Lee nella serie originale e da Brina Palencia in Rebuild of Evangelion[34].

Biografia Modifica

Rei Ayanami è colei che pilota l'Unità 00[35][36] presso l'organizzazione paramilitare Nerv in qualità di "First Children"[37]. La sua data di nascita è sconosciuta[38] sebbene si sappia che durante gli eventi di Neon Genesis Evangelion ha 14 anni[39]. La sua voce e il suo aspetto sono molto simili a quelli di Yui Ikari, in quanto il suo corpo è stato creato dai resti della ricercatrice, recuperati dopo che questa fu assorbita dall'Unità 01, e numerosi cloni di Rei sono poi stati preparati in modo da poterla sostituire in caso di morte. Questi cloni posseggono tuttavia una sola anima, quella del secondo Angelo Lilith[40].

Nel 2010 Gendō Ikari porta un suo primo clone nella base del Gehirn, società responsabile della costruzione dei mecha Evangelion. Nell'occasione Gendō comunica al personale che ella è figlia di un conoscente sotto le sue cure. Questa prima Rei viene uccisa dalla scienziata e dottoressa Naoko Akagi[41], amante di Gendō. Rei infatti, dopo aver chiamato diverse volte «vecchia» Naoko, le riferisce che in realtà è proprio Gendō a chiamarla «vecchia e seccante». Naoko, in preda alla rabbia, la strangola, per poi suicidarsi[42].

A questa prima Rei ne è seguita una seconda, che è quella presente all'inizio della serie televisiva. Questa seconda Rei impara gradualmente a esprimere i sentimenti e incomincia a entrare in contatto con altre persone, in particolar modo con Shinji Ikari, pilota dell'Unità 01. Nel combattimento con il sedicesimo Angelo, che attacca Shinji, Rei si fa esplodere con il proprio Evangelion per salvare il ragazzo, distruggendo il nemico. Dopo il suo sacrificio, la seconda Rei viene sostituita da un terzo e ultimo clone. Gli altri cloni vengono poi distrutti da Ritsuko Akagi, figlia di Naoko[43][44]. Nel film The End of Evangelion, l'ultima Rei si fonde contro la volontà di Gendō a Lilith, causando così il Third Impact e la fusione di tutte le anime degli esseri umani in un'unica coscienza collettiva[45].

Personalità Modifica

File:Hideaki Anno.jpg

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« She doesn't know emotion, so there's no difference between what she says and feels; there's nothing ulterior about her. At first sight, then, you may theorize: that is where her very great beauty comes from, this surface, not without depth, but with the absence of its necessity--someone truly mystical. No; Rei's beauty comes from the truth that she has feelings. [...] And when I found the warmth below the coldness in her words, I synchronized with Rei for the first time. »
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« [Rei] non conosce alcuna emozione, dunque non c'è differenza tra quello che dice e quello che prova; non c'è nient'altro da dire su di lei. A prima vista, quindi, si può ipotizzare: è da qui che proviene il suo grande fascino, da questa superficialità, che non vuol dire assenza di profondità interiore, ma assenza della necessità di possederla — davvero qualcosa di mistico. No; la bellezza di Rei sta nel fatto che in verità lei ha dei sentimenti. [...] E quando ho trovato il calore sotto la freddezza delle sue parole, mi sono sincronizzata con Rei per la prima volta. »
(Megumi Hayashibara, doppiatrice originale di Rei[47])

Rei Ayanami è una ragazza dalla personalità schizoide[48] taciturna e schiva, che limita il più possibile i rapporti con il prossimo ed esegue meccanicamente qualsiasi ordine le venga impartito, anche i più crudeli[49][50]. È estremamente introversa[51], socialmente distaccata, non parla con nessuno e assume costantemente un'espressione cupa[6]. Quando Shinji le chiede il motivo per cui pilota l'Evangelion, Rei risponde che «è il suo legame» con gli altri, dimostrando come si dedichi alla lotta per proteggere gli esseri umani non per scelta o per idealismo, ma come se fosse il suo unico punto di collegamento con le altre persone[52]. Nel corso degli eventi di Evangelion si impegna in azioni pericolose che le potrebbero costare la vita, palesando una forte tendenza al nichilismo[53], e non si preoccupa della morte, anzi la accoglie, come se fosse l'unico modo per dimostrare di aver vissuto[6]. Dietro il suo atteggiamento freddo, tuttavia, affronta sentimenti di alienazione e di angoscia esistenziale a causa del suo essere un clone[54] e soffre di solitudine[52].

Negli ultimi due episodi della serie, come altri personaggi, effettua una sua autoanalisi, che si spinge oltre alla psicoanalisi per giungere alla metafisica. In un primo momento, Rei accusa sé stessa di essere «un corpo e un'anima fasulli»; successivamente, la sua voce interiore afferma che si è formata tramite il contatto con le altre persone e si accusa di essere spaventata dall'idea di poter svanire e di scomparire «dall'animo delle persone». A questo, Rei risponde freddamente: «Sono felice. Perché io voglio morire. Ciò che ambisco è la disperazione. Voglio tornare al nulla»[55].

Hideaki Anno ha descritto in un'intervista Rei come una ragazza che è a conoscenza del fatto che, nel caso in cui morisse, «qualcun altro la sostituirebbe», e per questo non apprezza particolarmente la sua vita. Secondo Anno: «La sua presenza, la sua esistenza — apparente esistenza — è effimera. È una ragazza molto triste». Inoltre, Rei ha solo il minimo indispensabile di ciò che necessita di avere, danneggia sé stessa, e «non ha bisogno di amici»[56]. Allo stesso modo in cui l'essere vegetariano di Anno[57] influenzò Nadia, protagonista di Nadia - Il mistero della pietra azzurra[58], così si riflette in Rei, la quale afferma quanto la carne la «ripugni»[59].

La doppiatrice inglese del personaggio, Amanda Winn-Lee, sostiene che sia errato dire che Rei sia completamente priva di personalità — come si potrebbe pensare in un primo momento — sottolineando che altrimenti il personaggio «non sarebbe interessante». La Winn-Lee ha invece affermato che in lei vi è «una piccola scintilla di umanità», offuscata da «questo grande senso di autostima negativa e la presa di coscienza di essere sacrificabile»[60] e che, sebbene Rei sappia di essere effettivamente sostituibile, essa è «ancora umana»[61]. Analogamente, il character designer Sadamoto ha dichiarato che «Rei è inespressiva», ma che non per questo non sia in grado di provare emozioni, quanto piuttosto ha difficoltà ad esprimerle[62]. Alla fine del sesto episodio della serie, infatti, è presente la scena in cui Shinji piange di gioia di fronte a lei per il fatto che sia ancora viva dopo una cruenta battaglia, e Rei afferma di non sapere che cosa dovrebbe provare in momenti del genere. Shinji le risponde dicendo che dovrebbe sorridere, e Rei sorride, dopo un attimo di esitazione. In questo dialogo emerge come Rei effettivamente non sappia esternare le sue emozioni, e non che non ne possa provare. Nell'occasione inoltre per la prima volta ne ha volutamente mostrata una, cosa che farà poche volte nel corso della serie[6].

Versioni alternative Modifica

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un mondo parallelo con una storia completamente differente dal resto della serie; in questa realtà alternativa Rei appare come una ragazza appena trasferitasi nella classe[63] di Asuka e Shinji, e possiede una personalità radicalmente diversa[64], allegra, svagata e irascibile[55]. Anche lo spin-off Evangelion Iron Maiden, ambientato in questa realtà parallela, e l'original net anime Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie animata originale, presentano la stessa versione estroversa di Rei[65][66].

Nell'adattamento manga di Yoshiyuki Sadamoto, Rei appare più empatica e aperta al contatto umano rispetto alla sua versione animata, prendendo infine coscienza dei propri sentimenti, composti di tristezza e affetto verso Shinji[67]. Viene suggerito inoltre che il rapporto con Shinji è il motivo principale di questo suo cambiamento; infatti fino alla battaglia contro l'Angelo Armisael si allude al fatto che la ragazza sia innamorata del giovane.

Nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, l'umanità e il calore di Rei sono molto più evidenti rispetto alla serie animata[68]. Durante la pellicola la ragazza appare frustrata per via del fatto che non possa avere un'esistenza normale[69]. Insoddisfatta della sua vita senza passioni, Rei cerca quindi di essere più coinvolta socialmente[70]. Nella pellicola successiva, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, il clone di Rei presente in 2.0 viene sostituito con un'altra Rei, che tuttavia dimostra di essere apatica e di riservare un atteggiamento molto freddo e distaccato nei confronti delle altre persone e di Shinji.

Riferimenti culturali Modifica

« L'uomo ha da sempre temuto l'oscurità e per poter sopravvivere ha squarciato le tenebre con il fuoco. »
(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 11[71])

Analogamente ad altri personaggi di Evangelion, i quali possiedono similitudini con alcune divinità del pantheon della religione shintoista, Rei è collegata alla dea del Sole Amaterasu[72][73]. Inoltre, i tre cloni di Rei apparsi nella serie possono essere rispettivamente ricondotti ai tre stadi in cui l'anima si evolve secondo la Cabala, ossia Nefesh (fonte della vitalità animale), Ru'ha (l'anima, frutto dell'innalzamento dell'uomo dal suo aspetto puramente biologico), e Neshamah (lo spirito, che si ha quando l'uomo si riconnette con Dio)[74].

Accoglienza Modifica

Rei Ayanami è divenuta un personaggio di enorme popolarità tra gli appassionati di anime e manga sin dall'anno d'uscita di Evangelion, e soggetto di molteplici fan fiction[75], fan art e dōjinshi[76]. Nel 1996 e nel 1997 emerse al primo posto nella categoria relativa ai migliori personaggi anime femminili nel sondaggio annuale Anime Grand Prix, condotto dalla rivista giapponese Animage, ricevendo nel 1996 il doppio dei voti rispetto al personaggio posizionatosi al secondo posto[23][24]. Nel 1998, scese di posizione, classificandosi comunque al 5º posto[77]. Nel 2002 TV Asahi la riconobbe al 36º posto tra i 100 personaggi anime più popolari tra il pubblico giapponese; nella classifica era l'unica eroina di Evangelion, superando anche Shinji Ikari, apparso solo 77º[78].

File:Animagic 2009 Rei.jpg

In una classifica della stessa TV Asahi sulle 100 scene anime più forti della storia, la scena di Evangelion in cui «Ayanami sorride a Shinji per la prima volta» si classificò al 14º posto, e quella del «suicidio di Rei» al 53°[80]. TV Asahi riconobbe in seguito la scena del «primo sorriso di Ayanami» al 45º posto all'interno di una classifica simile[81], e quella del «suicidio di Ayanami Rei» al nono posto tra le scene più toccanti[82]. Inoltre, la scena «dell'incontro tra Shinji e Ayanami» si posizionò anch'essa in un'altra classifica sulle 100 scene anime più forti di TV Asahi, raggiungendo il 16º posto[83].

Anche la rivista Newtype ha sottolineato la popolarità del personaggio tra il pubblico giapponese. Nelle classifiche mensili sui personaggi più apprezzati del momento, Rei ha conquistato nell'agosto 2009 il quarto posto e nel mese di settembre il secondo[84][85], in entrambi i casi in una posizione più bassa rispetto all'altra protagonista di Evangelion Asuka Sōryū Langley[84]. Nel mese di ottobre Rei salì in terza posizione e, complice il contemporaneo degradamento di Asuka al decimo posto, divenne il personaggio più popolare di Evangelion[86]. L'anno seguente, nel marzo 2010, venne valutata come personaggio femminile più popolare degli anni novanta secondo i lettori della rivista[87].

Il personaggio di Rei è divenuto oggetto di varie analisi da parte di diversi critici e studiosi. Secondo Hiroki Azuma, Rei «ha dimostrato di essere un personaggio estremamente impressionante», grazie anche alla performance della doppiatrice Megumi Hayashibara[88]. Secondo il sito Anime-planet.com tuttavia, Rei Ayanami, considerato il personaggio «di gran lunga più interessante» di Evangelion, non è approfondito quanto dovuto; dal punto di vista del recensore infatti, nonostante ci siano delle interessanti rivelazioni concernenti il personaggio, non si scoprirà mai la verità dietro alla sua persona, ed è il suo «unico rammarico» riguardo ai personaggi di Evangelion[89]. Il sito web Animecritics.com scrive che Rei è assolutamente priva di personalità e «rimane un enigma per la maggior parte della serie»[90]. Similmente, Raphael See di Themanime.org, che ha trovato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion «un po' irritante», afferma, a proposito di Rei: «Perché a tante persone nel mondo piace così tanto?»[91]. Secondo il sito giapponese Oricon, il personaggio di Rei è diventato il simbolo stesso di Evangelion[92]. Thomas Zoth di Mania.com lo pone al 10º posto tra le 10 eroine più iconiche degli anime, per via della sua grande popolarità e influenza su altri personaggi successivi[93], e il sito IGN al 10° tra i 25 personaggi anime migliori di tutti i tempi, sottolineando la differenza sostanziale tra Rei e le centinaia di eroine simili a lei create dopo il successo di Evangelion, e il suo «concetto di personaggio molto influente»[94]. Analogamente, il Nihon Keizai Shimbun la descrive come una «dea fasciata», icona degli anime giapponesi[95].

Influenza culturale Modifica

Uniform Asuka

Riproduzione dell'uniforme scolastica indossata da Rei

Rei Ayanami ha avuto una notevole influenza sul mondo degli anime e su molti personaggi anime successivi. Al fine di sfruttare la grande popolarità del personaggio, anche in altre serie anime furono inserite ragazze taciturne e misteriose[93], e apparvero dozzine, se non centinaia, di eroine anime quasi esattamente uguali a lei — flessibili, passive e senza emozioni[94]. Molti critici hanno ricondotto a Rei l'esplosione del fenomeno moe negli anime[93]. A tal proposito il ricercatore Hiroki Azuma sostiene che negli ultimi anni novanta i personaggi strettamente simili a Rei furono creati e consumati su larga scala nel mercato dei fumetti e dell'animazione, seppur ciò non sia unicamente dovuto all'influenza diretta di Evangelion e di Rei[96], quanto al fatto che quest'ultima abbia proprio modificato i canoni moe alla base della stessa cultura otaku[97]. Di conseguenza, anche i produttori che non si basarono direttamente su Evangelion, incominciarono a produrre personaggi assimilabili a quello di Rei, utilizzando nuovi elementi moe come capelli blu, pelle pallida e personalità mite[98]. Tra i personaggi creati sotto una sua diretta influenza vi sono Tsukishima Ruriko di Droplet e Ruri Hoshino di Martian Successor Nadesico, che ne costituisce una vera e propria citazione[99][100], e ne posseggono similitudini Miharu di Gasaraki[101], Vanilla H di Galaxy Angel[102], Neya di Mugen no Ryvius[103], Aruto Kirihara di Kagihime Monogatari Eikyū Alice Rondo[104], Riza Hawkeye di Fullmetal Alchemist, Dorothy R. Wayneright di The Big O[105], Anthy Himemiya di Utena la fillette révolutionnaire e Lain Iwakura di serial experiments lain[106][107].

Rei è considerato il prototipo dei personaggi Template:Nihongo, termine usato dagli appassionati di anime per descrivere personaggi che non parlano se non strettamente necessario e non mostrano emozioni parlando. Questo particolare elemento moe è stato reso popolare da Rei e ripreso da altri personaggi, come Eva di Black Cat, Ai Enma di Hell Girl e Yuki Nagato di La malinconia di Haruhi Suzumiya[6]. Oltre a quest'ultima[108], sono state paragonate a Rei Ayanami anche Yuzuriha Inori di Guilty Crown[109], Miyu di Mai-HiME[110] e Ai di i-wish you were here - vorrei tu fossi qui[111]. Rei inoltre è un personaggio utilizzato comunemente nei dōjinshi hentai, e ha reso popolare il look delle bende, che è ormai diventato quasi un marchio di fabbrica della sua immagine e una caratteristica comune nei suoi cosplay[6].

Al di fuori del campo degli anime, il cantante del gruppo giapponese Bump of Chicken, Motoo Fujiwara, famoso per essere fan di videogiochi e anime, ha attinto dal personaggio di Rei per scrivere il testo della canzone Template:Nihongo[112]. Inoltre, dal nome del personaggio proviene quello della band giapponese Rey[113].

Cosplay Modifica

File:Rei Ayanami cosplay.jpg

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« The design concept in Eva was that the characters themselves should lean towards a relatively subdued appearance. But the plug suits! Gaudy as hell. Embarassing--I mean, they almost look like, y'know, body paint. Naturally, I thought the cosplayers wouldn't even consider attempting it. But there were, at the December '95 Comic Market, the February '96 Wonder Festival, at the... You know, I hate crowds, so ordinarily the whole cosplay scene is no more than a distant reality. But this... this, I had to see. Specifically, I had to see the girls in sky-blue wigs, wearing white plugsuits. Mmmm. I had to see it. »
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« Per il design concept in Eva i personaggi stessi avrebbero dovuto propendere verso un aspetto relativamente contenuto. Ma le plugsuit! Sgargianti da morire. Imbarazzante. Voglio dire, sembrano quasi, insomma, body painting. Naturalmente, ho pensato che i cosplayer non avrebbero nemmeno preso in considerazione l'idea [di indossarle]. Ma c'erano, al Comic Market del dicembre 1995, al Wonder Festival del febbraio 1996... Sapete, io odio le folle, così solitamente l'intera scena dei cosplay non è nient'altro che una realtà distante. Ma questo... questo, dovevo vederlo. In particolare dovevo vedere le ragazze con parrucche celesti, che indossavano plugsuit bianche. Mmmm. Dovevo vederlo. »
(Yoshiyuki Sadamoto[114])

Durante l'evento Anime Expo, tenutosi a Los Angeles nel 2008, la cantante giapponese Shōko Nakagawa ha fatto per l'occasione la cosplayer di vari personaggi anime, tra i quali quello di Rei Ayanami[115][116]. Similmente, l'attrice Natsuki Katō si è mostrata in un cosplay di Rei nel 2006, in occasione del lancio della rivista contenente varie illustrazioni e informazioni su Neon Genesis Evangelion, Evangelion Chronicle[117].

L'idol Miu Nakamura ha indossato assieme ad altre cinque modelle la plug suit di Rei Ayanami presso il quartiere di Shinjuku, dove si è tenuta una manifestazione in occasione dell'uscita nelle sale giapponesi del secondo capitolo di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance[118][119]. Anche la cantante del gruppo 9nine Umika Kawashima ha fatto un cosplay del personaggio[120][121], mentre l’idol Yuri Morishita ha indossato i suoi indumenti per promuovere l'uscita del proprio album fotografico Zero[122]. Durante il Victoria's Secret Fashion Show del 2012, la modella inglese Jourdan Dunn ha sfoggiato un abito che ricorda molto la plug suit bianca indossata dal personaggio[123][124]; dal canto suo, lo studio GAINAX, produttore dell'anime di Evangelion, ha fatto sapere di non essere stato informato dell'abito e di essere rimasto alquanto perplesso[125][126].

Merchandising Modifica

Il personaggio di Rei è divenuto tanto popolare da essere stato definito dai media come la «premium girl»[41] ed ha generato un considerevole boom di merchandising[93], tra cui giocattoli[127], magliette[128], action figure[129][130], vari accessori[6] e riproduzioni dei suoi indumenti per cosplay[131][132]. In particolare hanno riscosso ben presto un buon successo le sue action figure[26], prodotte su larga scala[6][133] e anche a grandezza naturale[134][135]. Infatti, nonostante un iniziale insuccesso di vendite relativo ai giocattoli di Evangelion, le action figure di Rei hanno raggiunto immediatamente un'elevata popolaritá, superando in vendite le riproduzioni dei mecha[136], e notevole successo hanno poi incontrato i libri e le riviste che la ritraevano in copertina[41], tra cui il numero di settembre 2007 dell'edizione giapponese del noto periodico Rolling Stone[137].

Per celebrare il decimo anniversario della prima messa in onda di Evangelion, Mine Yoshizaki (creatore di Keroro) ha progettato diverse action figure degli Angeli in vesti di ragazze, tra le quali una ispirata al character design di Rei[138]. Nel 2001 è stato pubblicato un videogioco basato interamente su quest'ultima, intitolato Template:Nihongo[76]. Nel dicembre 2009 son state messe all'asta sulla versione giapponese del sito Yahoo due chitarre modellate sul personaggio di Rei prodotte da Fender, con un prezzo di partenza di 5,600 dollari ciascuna; le chitarre, una Fender Stratocaster e una Fender Telecaster, sono state poi vendute rispettivamente per 102,200 e 87,350 dollari[139][140]. Nel 2012, un modello dotato di scivolo di 18,5 metri del personaggio è stato costruito nei pressi della sede dell'emittente televisiva giapponese Nippon Television[141] per l'evento estivo Shiohaku Expo 2012[142][143]. In occasione dell'Eva Expo, evento dedicato a Evangelion tenutosi a Shanghai nel 2013, è stata riprodotta fedelmente la camera da letto di Rei[144], ed è stato esposto un suo modello a grandezza naturale[145].

Note Modifica

  1. (en) Jamie Sexton, Music, Sound and Multimedia: From the Live to the Virtual, Edinburgh University Press, 2007, p. 44, ISBN 978-0-7486-2534-5.
  2. Cavallaro, p. 104
  3. Neon Genesis Evangelion, Il mondo dei doppiatori
  4. (en) Anime Spotlight: Neon Genesis Evangelion, Ain't It Cool News.
  5. (en) Patrick W. Galbraith, Moe - Exploring Virtual Potential in Post-Millennial Japan, Japanesestudies.org.uk. URL consultato il 5 dicembre 2013.
  6. 6,0 6,1 6,2 6,3 6,4 6,5 6,6 6,7 (en) Justin Wu, Neon Genesis Evangelion: The Legacy of Rei Ayanami, The Artifice, 11 luglio 2013. URL consultato il 23 novembre 2013.
  7. 7,0 7,1 (ja) Hideaki Anno, Essay, GAINAX. URL consultato il 14 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2007).
  8. Fujie, Foster, p. 121
  9. Drazen, op. cit., p. 294.
  10. Fujie, Foster, op. cit., p. 97.
  11. 11,0 11,1 (en) Yoshiyuki Sadamoto, My Thoughts at the Moment in Neon Genesis Evangelion 3-in-1 Edition, vol. 1, Viz Media, 2012, pp. 346-348, ISBN 978-1-4215-5079-4.
  12. (fr) Conférence Yoshiyuki Sadamoto - Japan Expo 2008, Gainax.fr. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2011).
  13. Milano Manga Festival: Reportage dei Sadamoto Days, AnimeClick.it, 11 luglio 2013. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  14. Intervista a Sadamoto nell'artbook Der Mond
  15. (ja) Oizumi Sanenari (a cura di), Anno Hideaki Sukidzo Evangerion (庵野秀明 スキゾ・エヴァンゲリオン), Ōta Shuppan, 17 marzo 1997, p. 165, ISBN 4-87233-315-2.
  16. 16,0 16,1 Errore script
  17. (ja) Takekuma Kentaro (a cura di), Anno Hideaki Parano Evangerion (庵野秀明パラノ・エヴァンゲリオン), Ōta Shuppan, marzo 1997, pp. 95-96, ISBN 4-87233-316-0.
  18. Errore script
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  42. Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 21: "Nerv, la nascita".
  43. Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 23: "Rei III/Lacrime".
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  49. Yoshiyuki Sadamoto, khara/GAINAX, Cast in Evangelion, vol. 25, Panini Comics, 2012, p. 3, ISSN 9771126356906, ADD-ON 20122.
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  53. Nel volume di presentazione di Neon Genesis Evangelion, Template:Nihongo, pubblicazione uscita due anni prima della prima messa in onda della serie in Giappone e contenente una sua basilare presentazione, relativamente a Rei Ayanami è riportato: «Manca di emozione e parla poco. Nichilista senza sentimenti. Ha imparato a conoscere le emozioni e i sentimenti dopo essersi innamorata di qualcuno.», cfr. Template:Cita.
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  59. Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 12: "Il valore di un miracolo..".
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    La citazione segue il doppiaggio italiano; il libro riporta la frase nel doppiaggio inglese della ADV, che tradotta è sostanzialmente identica.
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Bibliografia Modifica

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